Comunicazione ispirata con i Tarocchi: intervista a Silvia Maria Sardi

Scritto da Elisa Romeo

12 Luglio 2021

 

Un tè nel Giardino – Silvia Maria Sardi

Silvia è una Digital Strategist e Copywriter. Lavora nel mondo della comunicazione digitale da 10 anni e con La Parola Magica, il suo progetto freelance, aiuta piccoli business al femminile e progetti sostenibili a raccontarsi in modo efficace online. È laureata in “Linguaggi dei Media e Pubblicità” e ha fatto un master universitario in “Scrittura per la Fiction e il Cinema” (sceneggiatura) e questo percorso formativo, in aggiunta al lavoro in agenzia, le ha permesso di unire un approccio strategico e di marketing alla creatività e all’uso degli archetipi come strumento di business.

 

Ciao Silvia, e benvenuta nel Giardino.
Oggi parliamo insieme di come usi i Tarocchi e le carte oracolo nel tuo lavoro. Per prima cosa ti chiedo: come hai conosciuto i Tarocchi?

È buffo da raccontare perché la prima volta che ho visto un mazzo di tarocchi è stato quando ero alle elementari: negli anni ‘90 c’era una trasmissione televisiva molto popolare, ‘La Zingara’, di cui mi hanno regalato il gioco in scatola, che conteneva appunto un mazzo di tarocchi. Questo mazzo ha subito catturato la mia attenzione e mi ha affascinato, mi ricordo che rappresentava gli arcani maggiori. Mi divertivo ad osservare le figure e i simboli delle carte e a immaginare storie che avevano i personaggi degli arcani come protagonisti. Quindi è stato fin da subito un approccio creativo.

Crescendo ho conosciuto delle persone che poi sono diventate amicizie importanti e che erano appassionate di tarocchi. Così ho fatto dei corsi per imparare a studiare la loro simbologia e a leggere queste carte.

Quando infine ho lanciato “La Parola Magica” ho cercato di immaginare come integrare questo strumento nel lavoro quotidiano. È uno strumento che si presta a tantissimi utilizzi ma mi interessava in particolare come fonte di ispirazione creativa e di introspezione. Così, qualche mese fa, ho fatto un esperimento sui miei canali, ed è andato benissimo: ho associato ai pilastri del business (missione, visione, orizzonte valoriale) un arcano maggiore, guardando alla simbologia delle carte come punto di partenza per la riflessione su questi aspetti. Effettivamente i tarocchi hanno offerto davvero molti spunti interessanti anche per il business e sto lavorando a un progetto che li coinvolga (se volete saperne di più, vi invito ad iscrivervi alla mia newsletter sul mio sito, perché comunicherò la novità in anteprima agli iscritti).

So che oltre ai tarocchi utilizzi anche le carte oracolo: qual è la differenza?

La differenza è sostanziale anche se sono entrambi mazzi di carte che si prestano a metodi di introspezione; però hanno origini molto diverse.
I tarocchi sono uno strumento molto antico, le cui origini sono ancora avvolte nel mistero, anche se le prime testimonianze storiche ci riportano al Rinascimento, quando venivano usate nelle corti nobiliari come carte da gioco. In realtà è molto probabile che la loro origine sia ancora più antica, perché la loro simbologia è riconducibile all’antico Egitto, alla Cabala.
Negli anni, però, hanno perso la loro connotazione iniziatica, diventando uno strumento ludico (basti pensare che i mazzi di carte da gioco che utilizziamo abitualmente derivano proprio dai Tarocchi); la loro associazione al gioco d’azzardo e l’utilizzo non sempre etico che ne è stato fatto da sedicenti cartomanti, hanno fomentato nel tempo molti pregiudizi intorno a questo strumento, che invece possono essere utilizzati in chiave archetipica come uno strumento di crescita personale e di ispirazione creativa.

Invece ci danno molti spunti creativi perché gli arcani maggiori rappresentano figure archetipiche e questa è la differenza principale rispetto alle carte oracolo.
Gli archetipi sono modelli di pensiero che possono rappresentare le emozioni primarie dell’essere umano, oppure dei momenti salienti della vita. In effetti queste figure raccontano una storia di cambiamento, di trasformazione. Richiedono però di essere decodificati perché hanno questa fitta simbologia che si rifà alle tradizioni iniziatiche ed esoteriche dell’antichità.

Le carte oracolo invece sono uno strumento più recente; hanno iniziato ad avere maggiore visibilità intorno agli anni Novanta, con l’avvento della New Age.
A differenza dei tarocchi hanno una struttura assolutamente libera, e spesso vengono vendute insieme a un libretto che ne illustra l’utilizzo e i significati.

Non sono carte simboliche ma ispirazionali: spesso sono create da artisti, da coach, o da semplici appassionati, e per questo sono molto più semplici da leggere. Il più delle volte presentano disegni molto semplici e parole chiave esplicitate sulla carta.
Sono comunque interessanti sia per chi si vuole avvicinare a questo mondo sia perché, pur nella loro semplicità, possono fornirci spunti creativi e d’ispirazione.

 

Davvero molto interessante questo excursus.
Personalmente mi piace vedere le carte oracolo come una coccola, quando abbiamo giornate in cui siamo più affaticate o giù di morale e abbiamo bisogno di una pacca sulla spalla d’incoraggiamento, perché i messaggi sono spesso mostrati in modo molto gentile; invece i Tarocchi sono quell’amico sincero che ci dice in faccia la verità, anche se dura a volte, ma che ci serve per crescere, perché vanno davvero in profondità e sono proprio delle ‘lame’, nel senso che il messaggio arriva diretto senza tanti fronzoli.

Quello che dici ci fa anche capire perché magari a volte i tarocchi possano fare un po’ paura, perché hanno talmente tanti livelli di lettura che, a volerli seguire, si scende davvero in profondità.

Questo è anche il motivo per cui sono stati usati sia nelle tradizioni iniziatiche sia come carte da gioco o strumento da ‘cartomanzia spicciola’.
Ora, escludendo i due estremi – soprattutto quello più superficiale direi – questa complessità di stratificazione rende i Tarocchi uno strumento davvero prezioso e duttile al tempo stesso.
A seconda della situazione, infatti, possiamo scegliere diverse chiavi di lettura e diversi livelli di profondità interpretativa.

Sì, infatti proprio in quest’ottica ho deciso di usarli anche come strumento creativo e d’ispirazione all’interno del lavoro, proprio perché si prestano a tanti livelli di lettura, e uno di questi che secondo me è molto positivo è proprio quello ispirazionale.
Un altro modo in cui possono essere utilizzati è anche per aiutarci a sviluppare delle storie, e qui entriamo nel merito del mio lavoro.

Questo lo possiamo fare in modo molto semplice: ad esempio attraverso un esercizio che prevede l’utilizzo di tre carte. Se non siamo molto avvezzi alla scrittura, se facciamo fatica a strutturare un racconto, possiamo partire proprio dagli arcani: ne mettiamo tre uno di fianco all’altro, li osserviamo e proviamo a immaginare una storia in tre atti.
Sappiamo che tutte le buone narrazioni si sviluppano lungo un arco di trasformazione in tre atti: una parte iniziale, che rappresenta appunto la situazione di partenza del nostro protagonista e in cui descriviamo il protagonista e il suo mondo; una parte centrale in cui viene dipanato il problema dell’eroe, gli ostacoli che lui deve superare, ed è la parte più corposa del racconto, quella più avvincente; infine la terza parte che è quella di chiusura, rappresentata dal ritorno dell’eroe il quale, dopo aver vissuto tutte le sue disavventure, attraversa anche un momento catartico, di consapevolezza e presa di coscienza, che lo porta a cambiare.

Ecco, noi possiamo mettere le carte una di seguito all’altra e immaginare una storia che coinvolga i personaggi e le simbologie che vediamo in ognuna di esse.
Una volta che abbiamo fatto nostro questo arco di trasformazione possiamo poi sviluppare uno storytelling per la nostra comunicazione che sia più efficace e anche più semplice da realizzare; ovviamente declinato in una storia che sia coerente con il nostro brand e il nostro pubblico, immaginando magari il nostro cliente ideale come l’eroe protagonista della storia, e il nostro brand o i nostri prodotti o servizi come quello strumento di svolta che abilita la catarsi e aiuta il nostro protagonista a risolvere la sua situazione di difficoltà.

Davvero avvincente come schema narrativo!
Tra l’altro, risuona tantissimo con una delle stese più classiche che si fanno con i Tarocchi, che è proprio quella a tre carte con la situazione iniziale rappresentata dalla prima carta, l’ostacolo da superare nella carta centrale e la trasformazione finale nella terza.
Utilizzando questo schema per scrivere del nostro cliente ideale quindi aiutiamo la nostra immaginazione a svilupparsi attraverso le immagini archetipiche dei Tarocchi.

 

E per quanto riguarda le carte oracolo invece, come le utilizzi per la comunicazione o l’ispirazione nel lavoro?

Le carte oracolo, oltre che come coccola come dicevi tu nelle giornate un po’ più difficili, mi piace utilizzarle all’inizio dell’anno per fare la cosiddetta ruota dell’anno: dispongo dodici carte estratte dal mazzo, una per ogni mese, le fotografo per tenerne traccia durante l’anno. Ogni carta mi offre così un tema da esplorare in ogni singolo mese, da usare come spunto per la mia comunicazione o per la gestione del business. Ad esempio, la carta di questo mese era dedicata al tema del successo: ho utilizzato questo spunto per scrivere un post di riflessione sul significato del successo nel lavoro, e l’ho anche utilizzato nel mio progetto per riflettere sui miei obiettivi economici dell’anno e su quali azioni intraprendere per portarli al completamento.

Questo è proprio un ottimo modo per sollecitare la nostra parte creativa anche in ambiti in cui spesso è quella razionale a comandare, rischiando però di prendere il sopravvento.

Per salutarci, ti chiedo di condividere con noi un tuo progetto che ti sta particolarmente a cuore.

Certamente, si tratta di Biosophia, un progetto che porto avanti nel mio tempo libero. Dato che svolgo attività di volontariato ambientale, vivo all’interno di un parco regionale e sono cresciuta in mezzo al verde, ho potuto conoscere bene la natura e gli animali, che sono sempre stati una mia fonte d’ispirazione.
In parte li ho portati anche nel mio lavoro, perché con la parola magica aiuto non solo business al femminile ma anche quelli che perseguono la sostenibilità, e credo molto nel restituire qualcosa a Madre Natura che ci elargisce sempre tanto e che viene praticamente solo sfruttata da noi.
Comunque, con questo profilo che si chiama appunto Biosophia condivido contenuti che sono dedicati ai temi della sostenibilità ambientale, dell’ecologia e alle mie esperienze nella natura.

Trovi il profilo Instagram di Biosophia qui.
Se vuoi conoscere meglio Silvia e il suo lavoro, la trovi qui.

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