Le Pagine del Mattino come Meditazione [MDM #9]

Scritto da Elisa Romeo

20 Dicembre 2020

Le Pagine del Mattino sono una pratica particolare di scrittura a mano, per immergersi profondamente nel dialogo con se stessi.

Nella scorsa puntata ti ho raccontato alcuni dei benefici che porta la pratica dello scrivere un diario.

La prima volta che ne ho sentito parlare è stato leggendo il libro di Julia Cameron “La via dell’artista“. È un libro che parla di come sbloccare e far fiorire la nostra creatività intraprendendo un cammino molto profondo; uno degli esercizi più importanti è proprio quello delle pagine del mattino.

In pratica si tratta di scrivere tre pagine appena svegli, seguendo il flusso dei pensieri che arrivano alla mente e riportandoli sulla carta. Questo vuol dire che non dobbiamo pensare a cosa scrivere prima di scriverlo, ma dobbiamo lasciare che la mano riporti sulla carta tutto ciò che ci viene in mente nel momento esatto in cui ci viene in mente, anche se questo vuol dire scrivere cose del tipo: ‘stamattina non mi viene in mente niente da scrivere… non capisco che senso abbia scrivere queste parole…’ e via dicendo. La Cameron spiega che la cosa più importante è continuare a scrivere, per tre pagine, ogni mattina appena svegli.

Non si tratta quindi di una creazione artistico-letteraria, ma dell’atto fisico di muovere una mano armata di penna sulla carta per scrivere ciò che stiamo pensando.
Le prime frasi che vedremo scritte saranno magari cose di cui ci lamentiamo, o per cui proviamo rabbia, rancore, oppure noia… Benissimo! Questi pensieri, che a prima vista possono sembrare futili o poco elevati, sono proprio quelli che ci impediscono di metterci in contatto con la nostra parte creativa, profonda.

Quindi scrivere queste pagine ci aiuta proprio a pulire la nostra mente da tutti questi pensieri, mettendoci in contatto con loro e permettendoci di osservarli per lasciarli andare. Per questo viene anche chiamato ‘drenaggio cerebrale’ o ‘brain dump’.

È chiaro che al primo impatto potrebbe venirci voglia di lasciar perdere: perché mai dobbiamo mettere per iscritto queste cose che non ci fa piacere provare? Perché scrivendole è come se ci permettessimo di vederle e afferrarle per spostarle da un’altra parte, il foglio di carta, e toglierle di mezzo: grazie a questa pratica potente ci permettiamo di attraversare la nebbia mentale dei nostri pensieri per ritrovare la nostra voce più autentica.

Ci ritroviamo a mettere su carta quindi tutti i pensieri e le emozioni disturbanti che si trovano tra noi e la nostra parte creativa, intuitiva, quella che detiene il potere autentico di trasformare la realtà e farci andare oltre i piccoli e grandi fastidi quotidiani.
Cominciamo ascoltando la nostra mente logica e il suo modo di categorizzare ciò che viviamo e ciò che sentiamo, così che piano piano possa calmarsi, lasciando spazio invece alla nostra mente artistica, creativa, spirituale.

In fin dei conti le pagine del mattino sono proprio una sorta di meditazione perché, fermandoci ad ascoltare i nostri pensieri da un punto di vista diverso, e cioè quello di un osservatore esterno che li ascolta per trascriverli, siamo aiutati a raggiungere uno stato dell’essere più centrato, quello meditativo appunto. Infatti piano piano la velocità delle parole si trasforma in lentezza, e i pensieri da superficiali cominciano a scendere sempre più in profondità.

In comune con la meditazione c’è anche il fatto che risultati migliori arrivano con la pratica costante, giorno dopo giorno. La mente impara che in quel momento viene ascoltata e non ha paura di essere messa da parte; allo stesso tempo noi impariamo che non siamo i nostri pensieri ma oltre al velo del chiacchiericcio mentale c’è un’altra voce che ci sta aspettando, la nostra voce più autentica.

Scrivendo pagina dopo pagina impariamo a connetterci con le frequenze radio della nostra parte più profonda e spirituale, impariamo a conoscerci meglio per quello che siamo. Ci conquistiamo l’accesso alla fonte di potere interiore che può davvero trasformare la nostra realtà.

Questa è la pratica descritta da Julia Cameron; il motivo per cui consiglia di farlo appena svegli è che quello è un momento in cui la mente razionale e conscia si sta ancora svegliando, ma non è ancora piombata su di noi con tutta la sua forza, e quindi l’accesso alla parte più nascosta è un po’ più libero.
Ma, a parte l’essere costanti come fattore potenziante, non preoccuparti di doverlo fare ogni giorno appena sveglia se non riesci. Puoi trasformare le pagine del mattino in pagine di qualsiasi momento tu voglia, magari la sera prima di dormire, oppure in un momento di pausa durante la giornata in cui senti il bisogno di connetterti con te stessa…

Ciò che conta è l’approccio alla scrittura: comincia scrivendo quello che stai pensando senza giudicarlo poco opportuno o inutile, scrivilo e basta, scrivi per tre pagine o, se preferisci, punta un timer di 10 o 15 minuti. Ma non pensare a cosa scrivere, scrivi quello che stai pensando, e fallo anche il giorno dopo e il giorno dopo ancora.

Se l’impegno di farlo da qui all’eternità ti spaventa datti come primo obiettivo una settimana. E poi aggiungi quella dopo, e quella dopo ancora. Se hai saltato qualche giorno non preoccuparti, continua a scrivere.

Perché proprio come la meditazione, risultati migliori arrivano con la costanza e con l’abitudine a questo tipo di scrittura.

Se non sei nuova a questa pratica e hai già provato altre volte, puoi riprendere nuova motivazione dandoti il proposito di farti delle domande alle quali vuoi una risposta. Ad esempio, quando ho bisogno di ispirazione per una nuova creazione oppure ho un problema che sto cercando di risolvere, so che dopo le prime due pagine di drenaggio cerebrale è ora per me di scrivere la domanda in questione, per poi riprendere con la scrittura automatica. Se il primo giorno non arriva nessuna riflessione o risposta utile, riprovo il giorno dopo. È incredibile come le risposte arrivino, anche nascoste tra le righe… Spesso mi rendo conto solo molti giorni dopo, rileggendo quelle righe con la mente più distaccata, di come il seme della soluzione fosse già presente dentro di me anche se nascosto dai soliti pensieri disturbanti.

Quindi se hai provato a meditare la mattina e hai trovato difficoltà che ti hanno fatto desistere, perché non provi con questa forma di meditazione più attiva? Fammi sapere come ti trovi…buona pratica!

Ti potrebbero anche interessare…

Prendersi cura di sé [MDM #16]

Prendersi cura di sé [MDM #16]

Parliamo di come la cura di sé non abbia niente a che vedere con la performance, o con il controllo (e relativo giudizio) del nostro corpo.

Alla fine proviamo insieme a metterci in ascolto di noi stesse, delle nostre sensazioni ed emozioni, e a chiederci di cosa abbiamo bisogno ora.

leggi tutto
Imparare a vedere davvero [MDM #15]

Imparare a vedere davvero [MDM #15]

Per la maggior parte del tempo, più che vedere le cose, vediamo i nostri pensieri su di esse, e così vale anche per le persone e le relazioni. Per fortuna, con un po’ di pratica possiamo allenare la nostra facoltà di prestare attenzione, per illuminare la nostra percezione con la luce della consapevolezza.

leggi tutto

0 Commenti

Hai domande o commenti? Scrivimi qui sotto!

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Pin It on Pinterest

Share This