Tre motivi per iniziare a scrivere un diario [MDM #8]

Scritto da Elisa Romeo

14 Dicembre 2020

Oggi voglio parlarti di una delle mie grandi passioni: il journaling, ossia scrivere un diario, e di tre motivi perché dovresti iniziare a scrivere se ancora non lo fai, che diventano tre benefici che stai ricevendo dalla tua pratica se invece sei già solita farlo!

Innanzitutto quando parlo di scrivere un diario intendo scrivere a mano, con una penna su un foglio di carta.

Oggi siamo abituate a digitare più che a scrivere, e forse se ti piace la scrittura manuale hai un tablet con tante app dove scrivi con una penna digitale, ma l’esperienza di cui parlo io è un’esperienza totalmente materiale, fisica, che coinvolge tutti i sensi e che stimola e sollecita il nostro cervello tramite diversi canali sensoriali.
Il primo beneficio quindi deriva dalla pratica di scrittura manuale; ci sono sempre più ricerche che attestano quanto scrivere manualmente sia un’esperienza di apprendimento e sviluppo cerebrale più completa e armonica rispetto a quella che avviene digitando sulla tastiera.
Quello di cui voglio parlarti è il piacere di coinvolgere tutti i nostri sensi durante questi minuti di raccoglimento.

Non so se hai mai provato il piacere di tenere in mano il il tuo diario personale, che contiene i tuoi pensieri e sentimenti più intimi, i ricordi dei tuoi momenti più gioiosi e sereni e anche le lacrime delle ferite che hai ricevuto. È come tenere in mano la parte più profonda di te, poterla vedere con i tuoi occhi. È un libro chiuso, un rifugio, che puoi aprire quando vuoi per entrare dentro di te.

Una volta aperto accarezzi la pagina bianca, luogo di infinite possibilità, lo spazio dove puoi riversare le parole che scriverai e che daranno vita concreta ai tuoi pensieri ed emozioni.

A me piace usare segnalibri profumati con olii essenziali, hai mai provato? Quando apri le pagine e inspiri quel profumo familiare, rassicurante, inizi a scrivere con tutt’un altro stato d’animo…

Sfogli qualche pagina indietro e ascolti il fruscio della carta che diventa la musica di sottofondo di questo tuo momento intimo, oppure scegli una playlist che possa allietare questi incontri.

Ora impugni la tua penna preferita e cominci a tracciare segni su quel foglio: lettere che diventano parole, parole che diventano frasi che esprimono te stessa, i tuoi vissuti, i tuoi desideri e sogni… Le vedi? Con quali colori ami scrivere? Io per esempio adoro cambiare a seconda del mio stato d’animo: uso il nero se sono appunto di umore nero per amplificare questa sensazione e viverla fino in fondo, oppure rosa quando mi sento particolarmente sentimentale, o ancora il viola se sento di voler fare riflessioni spirituali e profonde…

Ecco come 10 minuti di scrittura possono essere permeati di consapevolezza tramite il coinvolgimento dei nostri cinque sensi: questo ci permette di vivere quest’esperienza ancora più in profondità.
Se vuoi approfondire la pratica di coinvolgere i cinque sensi per assaporare gli attimi, ne ho parlato qui.

Il secondo beneficio di scrivere un diario è quello di ritrovare te stessa per poterti conoscere più a fondo e prenderti cura di te, dei tuoi pensieri, delle tue emozioni e dei tuoi bisogni.
Parlo di un’esperienza complessa, stratificata e profonda che ti permette di staccare dal flusso continuo di informazioni digitali al quale siamo sottoposte ogni giorno per incontrare finalmente te stessa.

Non sempre per farlo abbiamo la disposizione giusta per entrare in uno stato profondo di meditazione; spegnere il computer e prendere in mano il tuo diario ti permette di agire fisicamente per aprire la porta al dialogo con te stessa, tramite semplici azioni fisiche che però a lungo andare diventano una sorta di rituale, e ti permettono di entrare in uno spazio sicuro e sacro dove incontrarti.

Scrivendo una parola dopo l’altra, una frase dopo l’altra pian piano entri in uno stato meditativo che ti conduce nel tuo mondo interiore, in maniera graduale e senza troppo sforzo.

Una delle difficoltà che incontriamo quando ci sediamo per meditare è quella di essere sovrastate dai pensieri in arrivo, specie se ci siamo fatte l’idea che meditare voglia dire smettere di pensare, mentre invece si tratta semplicemente di osservare quei pensieri e lasciarli andare.

Sederti a scrivere ti permette di farlo grazie ad azioni fisiche: quando provi a scrivere quello che pensi, incanali il flusso di quei pensieri sulla carta, invece di farti trascinare via con loro. Alla fine, puoi fermarti a rileggerli, come se li stessi osservando: così diventa più facile fare un passo indietro e prendere le dovute distanze, per riavvicinarti alla tua vera essenza che è molto più grande di tutti quei pensieri messi insieme! …se non è una pratica meditativa questa!

Il terzo e ultimo beneficio di cui voglio parlarti – anche se ce ne sarebbero davvero decine e decine – è che scrivere qualche pagina di diario ti permette di fermarti un momento a riflettere, rallentare il tempo per osservare ciò che stai pensando o sentendo, così da poterlo elaborare con calma e poterlo integrare nella tua esperienza.

Questo vale sia per i pensieri disturbanti, perché invece di evitarli oppure lasciarli montare e farti trasportare via da loro, ti permette di osservarli per poterli trascrivere, e questo momento di osservazione ti dà il potere di scegliere cosa farne. Ad esempio puoi rileggere le parole che hai scritto sfogandoti durante un momento turbolento cercando di rimanere più centrata, per poter vedere meglio la realtà dei fatti e decidere come agire di conseguenza.

Ma vale anche per le esperienze positive e i bei ricordi, che puoi assaporare nel momento in cui decidi di riviverli per raccontarli alla pagina bianca.

Se c’è un’esperienza che manca al giorno d’oggi è proprio quella dell’integrazione: quando ci arriva un’informazione o viviamo una certa situazione abbiamo bisogno di fermarci un momento per far sedimentare l’esperienza appena fatta, quel concetto appena sentito o quel qualcosa di appena imparato.

Invece siamo talmente bombardati da informazioni, esperienze e cose da fare che queste si susseguono senza soluzione di continuità e senza permetterci di accogliere ogni cosa integrandola con la nostra esperienza. È come continuare a seminare un campo gettando i semi 24 ore su 24 senza mai fermarsi un momento per pensare a cosa stiamo seminando, per organizzare gli spazi, preparare il terreno, ricoprire i semi con cura … Che tipo di giardino potrà mai uscirne?

Questo è il motivo per cui personalmente preferisco tenere cartacea anche l’agenda di lavoro usando il metodo Bullet Journal. Certo gli appuntamenti con i vari orari il registro su un calendario digitale, ma la lista delle cose da fare, le idee che mi vengono e tutto questo genere di cose preferisco elaborarlo sul mio diario di carta. Questo perché il momento che mi ritaglio per farlo – a computer spento e con la penna in mano – mi permette un’elaborazione dei dati più lenta e profonda, e quindi riesco a gestire i miei obiettivi e impegni in maniera più consapevole.
Se vuoi saperne di più sul Bullet Journal non puoi che leggere il libro che ha scritto il suo ideatore Ryder Carrol (lo trovi qui).

Eccoci alla fine di questa chiacchierata quindi: ti ho fatto venire voglia di iniziare un diario?

O nel caso tu fossi già un’assidua scrittrice come me, ti sei ritrovata in questi benefici? Quali altri invece stai ottenendo?

Vienimelo a raccontare nel gruppo Facebook Mai dire Mindfulness così possiamo scambiarci consigli e opinioni su questa pratica meravigliosa: non vedo l’ora di leggerti!

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